Riforma insegnamento lingue

Un aspetto importante della Riforma 3 è la riforma dell’insegnamento delle lingue che ha introdotto i seguenti cambiamenti: nel secondo biennio l’insegnamento dell’inglese è diventato obbligatorio mentre quello del francese è diventato opzionale, inoltre è stato potenziato l’insegnamento dell’italiano.

Il piano di formazione affronta il capitolo delle lingue seconde in un’ottica di plurilinguismo: i principi base che regolano l’insegnamento delle varie lingue sono gli stessi per tutte le lingue. L’insegnamento delle lingue seconde ha visto negli ultimi decenni un cambiamento profondo: al giorno d’oggi in primo luogo si vogliono dare gli strumenti linguistici necessari all’allievo per permettergli di interagire adeguatamente in situazioni e contesti diversi. Per questo egli necessita di conoscenze e strategie di apprendimento che sono le stesse per ogni lingua seconda. Il progetto cantonale “Plurilinguismo” si propone di elaborare e sviluppare strumenti e scenari che aiutano l’allievo a sfruttare le sinergie tra le varie lingue.

Il Piano di formazione propone inoltre l’adozione di strumenti come il Portfolio europeo delle lingue, uno strumento di lavoro volto a rendere l’allievo cosciente di quanto ha imparato – a scuola, ma anche al di fuori della scuola – e ad aiutarlo a pianificare il suo apprendimento in un’ottica di “life-long learning”.

Si  consiglia anche di integrare nell’insegnamento delle lingue la pedagogia degli scambi che favorisce un insegnamento volto a valorizzare il contatto diretto con ragazzi che vivono in un contesto linguistico e culturale diverso.

La riduzione degli anni di obbligatorietà dell’insegnamento del francese ha innescato un processo di riforma della lingua: l’insegnamento del francese viene visto come un continuum dagli inizi in terza elementare fino alla fine della seconda media. È stato elaborato un programma comune e negli ultimi anni vi sono stati dei continui sforzi per garantire la continuità didattica tra i due ordini scolastici.