Casi difficili

La denominazione Casi difficili rinvia a una misura straordinaria particolarmente flessibile, detta anche "misura c", che gli istituti scolastici possono attivare, su presentazione di un progetto specifico a un'apposita Commissione cantonale, in favore di allievi che presentano situazioni complesse di forte disadattamento e quando le ordinarie risorse a disposizione della scuola non si rivelano sufficienti o efficaci, a contenere o risolvere il disagio dell'allievo nel suo contesto scolastico.

Al provvedimento, tuttora sperimentale, vanno aggiunte le "misure f e g", destinate ad allievi con difficoltà analoghe. La prima concerne progetti puntuali che permettano all'allievo un'esperienza d'apprendimento specifica in ambito lavorativo, in collaborazione con enti esterni, pubblici o privati, ai quali viene corrisposto un riconoscimento finanziario. La seconda, comporta l'introduzione dell'educatore (attualmente tre in altrettante scuole medie) e l'istituzione, nella scuola, della "zona cuscinetto", cui gli allievi accedono, per decisione del Consiglio permanente del disadattamento, in vista di una rapida ripresa dell'attività scolastica o dell'elaborazione di un progetto professionale.